Pensione anticipata: ecco chi può chiederla a 63 anni e 5 mesi

Immagina di trovarti di fronte a una scrivania, circondato da carte e moduli. L’orologio segna 63 anni e 5 mesi: il traguardo che potrebbe consentirti di richiedere la pensione anticipata. Tra speranza e incertezza, scopri quali passi sono necessari per compiere questa scelta.

Quali sono i requisiti per richiedere la pensione anticipata a 63 anni e 5 mesi?

Per accedere alla pensione anticipata nel 2023, sono richiesti almeno 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini. Questi limiti sono stati confermati dalla Legge di Bilancio 2023, che ha mantenuto le soglie già previste. L’età di 63 anni e 5 mesi può essere rilevante per alcune forme di pensionamento anticipato dedicate a categorie particolari, come l’Ape Sociale, che prevede specifici requisiti anagrafici e contributivi.

In particolare, con l’Ape Sociale si può accedere alla pensione a partire dai 63 anni (nel 2024 a 63 anni e 5 mesi), ma è necessario:

  • Avere almeno 30 anni di contributi per i disoccupati, caregiver o lavoratori con invalidità;
  • Almeno 36 anni di contributi per chi svolge lavori gravosi o usuranti;
  • Essere in una delle categorie previste dalla normativa (ad esempio, disoccupati di lunga durata, invalidi civili almeno al 74%, caregivers, addetti a mansioni gravose);
  • Non essere già titolari di un trattamento pensionistico diretto.

Oltre all’Ape Sociale, esistono altre modalità di pensionamento anticipato che possono interessare chi si avvicina ai 63 anni e 5 mesi, come “Quota 103” (62 anni d’età e 41 anni di contributi), ma queste sono soggette a continue modifiche legislative.

Quali documenti sono necessari per la richiesta di pensione anticipata?

Per presentare domanda di pensione anticipata all’INPS o ad altri enti previdenziali, occorre predisporre una serie di documenti:

  • Documento di identità valido e codice fiscale;
  • Estratto conto contributivo aggiornato, che attesti tutti i contributi versati durante la carriera lavorativa;
  • Certificazioni aggiuntive in caso di lavori usuranti, gravosi, disoccupazione involontaria, invalidità o assistenza a familiari con disabilità;
  • Eventuali certificati medici (per chi richiede l’Ape Sociale come caregiver o per invalidità);
  • Documentazione comprovante i periodi di lavoro all’estero, se presenti, con i relativi accordi di totalizzazione o ricongiunzione contributiva.

È consigliabile rivolgersi a un patronato o a un consulente del lavoro per la verifica della documentazione e la compilazione della domanda: eventuali errori o omissioni possono rallentare la procedura oppure causare il rigetto dell’istanza.

Come influisce la carriera lavorativa sulla possibilità di pensionamento anticipato?

Una carriera lavorativa continuativa e senza interruzioni agevola il raggiungimento dei requisiti contributivi necessari. Tuttavia, la storia lavorativa di molti italiani è spesso costellata da periodi di disoccupazione, lavoro discontinuo, contratti a termine o part-time, che possono incidere sui tempi di accesso alla pensione anticipata.

I contributi possono essere:

  • Obbligatori: versati dal datore di lavoro o dal lavoratore autonomo;
  • Volontari: versati direttamente dal lavoratore per coprire periodi di inattività;
  • Figurativi: accreditati senza effettivo versamento, ad esempio per maternità, disoccupazione, malattia, servizio militare;
  • Da riscatto: come quelli per il riscatto della laurea o dei periodi di lavoro all’estero.

È utile verificare la propria posizione contributiva accedendo al portale INPS e, se necessario, valutare forme di riscatto o di versamento volontario per colmare eventuali “buchi” assicurativi.

Esempio pratico

Maria, insegnante, ha 63 anni e 5 mesi e 41 anni di contributi: se ha svolto periodi di aspettativa non retribuita, potrà valutare il riscatto di tali periodi al fine di raggiungere i requisiti richiesti.

Quali sono le conseguenze economiche di una pensione anticipata?

Richiedere la pensione prima dell’età prevista per la pensione di vecchiaia (attualmente 67 anni) può comportare una riduzione dell’importo mensile, soprattutto se non si raggiungono i contributi minimi per la quota piena. Alcuni sistemi prevedono penalizzazioni percentuali per ogni anno di anticipo, mentre altri, come l’Ape Sociale, non applicano penalità ma prevedono un assegno temporaneo fino all’età della pensione di vecchiaia.

  • Pensione anticipata ordinaria: nessuna penalizzazione se si raggiungono i contributi richiesti, ma l’importo può essere inferiore per via dei minori anni di contribuzione;
  • Ape Sociale: l’assegno ha un tetto massimo di 1.500 euro lordi mensili, senza tredicesima, fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia;
  • Quota 103: la pensione è calcolata secondo le regole ordinarie, ma con alcune limitazioni (ad esempio, non si può cumulare con redditi da lavoro superiori a 5.000 euro lordi annui fino a 67 anni).

Prima di fare domanda, è fondamentale richiedere una simulazione dell’importo futuro della pensione tramite il servizio “Pensami” dell’INPS o rivolgendosi a un patronato.

Ci sono agevolazioni per categorie specifiche di lavoratori?

Alcune categorie di lavoratori possono accedere al pensionamento anticipato con requisiti ridotti, grazie a normative specifiche:

  • Lavori usuranti: addetti a mansioni particolarmente faticose (es. lavori notturni, catena di montaggio, conducenti di veicoli pesanti) possono accedere alla pensione con 61 anni e 7 mesi d’età e 35 anni di contributi;
  • Lavori gravosi: chi svolge lavori manuali pesanti (es. operai edili, infermieri di sala operatoria) può usufruire dell’Ape Sociale a 63 anni e 5 mesi con almeno 36 anni di contributi;
  • Caregiver: chi assiste familiari con disabilità grave può accedere all’Ape Sociale con almeno 30 anni di contributi;
  • Invalidi civili: con percentuale di invalidità pari o superiore al 74% e almeno 30 anni di contributi.

Il riconoscimento di queste agevolazioni avviene tramite apposita documentazione e, spesso, una valutazione da parte della commissione medica INPS.

Come si presenta la domanda di pensione anticipata?

Per richiedere la pensione anticipata occorre:

  • Accedere al portale INPS con SPID, CIE o CNS;
  • Utilizzare il servizio “Domanda di pensione” nella sezione dedicata;
  • Compilare e allegare la documentazione richiesta;
  • In alternativa, rivolgersi a un patronato o CAF per assistenza nella trasmissione della domanda.

La lavorazione della pratica può richiedere da alcune settimane a diversi mesi, in base alla complessità della posizione contributiva e alla tipologia di pensione richiesta.

Consigli utili prima di andare in pensione anticipata

  • Verifica la posizione contributiva sul sito INPS e correggi eventuali anomalie;
  • Richiedi una simulazione dell’importo della pensione futura;
  • Pianifica la transizione: valuta l’impatto economico e sociale del pensionamento anticipato;
  • Consulta un esperto, come un patronato, prima di inviare la domanda ufficiale.

Conclusioni

Raggiungere i 63 anni e 5 mesi può rappresentare per molti lavoratori un’opportunità di uscita anticipata dal mondo del lavoro, ma la normativa è complessa e in continua evoluzione. È essenziale essere informati sui requisiti, sulle modalità di calcolo e sulle conseguenze economiche, oltre che sulle agevolazioni riservate a categorie particolari. Affidarsi a esperti del settore e pianificare con attenzione la propria uscita dal lavoro è il modo migliore per affrontare con serenità questa importante tappa della vita.

Giovanni Esposito

Blockchain Expert

Appassionato di Fintech e decentralizzazione. Analizza i trend delle criptovalute e le applicazioni della blockchain nel business moderno, traducendo concetti tecnici in opportunità di investimento comprensibili.

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